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domenica 16 marzo 2008

Famiglia e...

Difficile il rapporto fra famiglia, e transessualità/transgenderismo. Quant* di noi si sono visti sbattere la porta in faccia da genitori troppo preoccupati dell'apparenza e poco dell'amore per quei figli considerati dalla società "rifiuti"? Nel mio percorso, se pur piccolo, di "militanza" in Agedo (Associazione di Genitori parenti ed amici Di persone Omosessuali) ho avuto la fortuna di conoscere famiglie "diverse". Capaci di amare (perchè è vero le difficoltà che si incontrano durante il percorso di transizione sono notevoli, ma anche essere Gay o Lesbica in Italia non è semplice...), queste persone mi hanno ( visto che vicina a me c'è sempre la mia famiglia, che mi ama e mi sostiene, salvo rari momenti di smarrimento) aiutato a capire meglio una differenza sostanziale, fra AMORE senza compromessi e "ACCETTAZIONE".
Dal dizionario Italiano:
Accettazione

  • accettazióne s.f.
    1 sf l'accettare.
    2 sf ufficio o sala in cui si accettano domande, si assume personale, si ricevono ammalati.
    3 sf {diritto} l'atto del prestare il proprio consenso a determinati rapporti obbligazionari.
Amore:
  • amóre s.m.
    1 sm sentimento di affetto vivo, trasporto dell'animo verso una persona o una cosa.
Mi permetto di analizzare le due parole. Partendo da quella che non ho mai "sopportato", ACCETTARE, quanti genitori dicono "Io accetto mio/mia figl*!"? troppi; non dicono io AMO mio/mia figli*, usano un termine che come visto richiama alla mente immagini di ospedali (l'accettazione dove si paga il ticket), di sale dove pagare per avere qualcosa, pagare il ticket dell'amore per essere accettati. Leggendo meglio il terzo "punto" si capisce meglio, prestare il proprio consenso a determinati rapporti obbligazionari, non si sente sentimento, ma solo dovere. Un genitore non ama per obbligo/dovere, lo fa perchè lo sente senza "spinte". Accettare dunque non è amare, è solo far finta per obbligo che una situazione ci vada bene, anche se spesso così non è. Quant* figli si sentono solo accettati e non amati? Quanti problemi causati da questa voglia di sembrare "aperti" ma fondamentalmenti ancorati a vecchi preconcetti? Mentre se prendiamo in analisi AMORE (O AMARE) si legge, sentimento vero di trasporto verso una persona. Sentimenti dunque, non obblighi, quei sentimenti che permettono a moltissimi genitori di essere orgogliosi dei propri figli! Sentimenti che spingono madri e padri(ma non solo) a scendere in piazza al finaco dei figli a pretendere maggiori diritti. La famiglia, come vero nucleo della società, ma la famiglia non solo composta da madre e padre, ma quella allargate che comprendere amici e amori, che ci arricchiscono che ci danno la spinta per lottare, una famiglia nuova, anche lei in transizione. Non più la famiglia monolitica di anni fà, un'evoluzione positiva verso nuovi valori, che comprendano anche l'oroglio per figli che vengono considerati divers* dalla società. Quindi acettare come sinonimo di amore? No, noi dobbiamo pretendere rispetto e amore, anche dai genitori, senza scusarli, se non ammettiamo che il mondo esterno ci tratti come "divers*" non dobbiamo nemmeno lasciare che siano i nostri genitori o famigliari a farlo.

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