Siamo donne oltre le gambe c'è di più...Cantavano le mitiche Jo Squillo & Sabrina Salerno. Cosa ci azzeccano Sabrina e Jo con il titolo donne e donne T*? Noi donne transessuali e transgenere potremmo aggiungere Siamo donne ma con una marcia in più. Donne quindi, non fenomeni da baraccone, non creature della notte, amanti del "famolo" strano, ecc...Donne con una dignità, con la voglia di crescere e di evolverci. Ma spesso gli uomini, sopratutto biologici, ci vedono di più: più femmine, più tigrone, più...Ma più cosa? Qui si cade nello stereotipo, nella voglia di incasellarci ancora, nel farci rientrare nel recinto. Anche chi come noi dal recinto è fuggito. Io come molte ragazze T* non voglio che ancora una volta una casella, quella del genere femminile, mi detti le sue regole. Regole che per noi, spesso diventano troppo difficili, perchè per piacere devi essere omologata. Non puoi interessare per quello che sei, ma per come appare il tuo corpo...E io non ci sto, il mio corpo deve esprimere la mia armonia, non deve accendere(solo) la passione di qualcuno, non voglio essere un oggetto ma una DONNA T*. Non sopporto la ricerca di modelli biologici, non possiamo creare il nostro canone? Un canone che comprenda tutte le sfumature? Un canone lontano dal biologico per essere bello e "accettabile"? il canone T*, che lasci lo spazio a tutte le forme, a chi è alta, a chi ha il piede grosso, ecc...? Troppo difficile? Vogliamo che ci "accettino" e ci amino solo se...? E no, ragazze, ribelliamoci pretendiamo il rispetto, e prendiamoci il nostro corpo, che ancora una volta dovrebbe essere mortificato, in cambio di amore(lavoro, accettazione, ecc...). Dimentichiamo il biologico è bello, anzi, pretendiamo il trans è bello, diamo una scossa alle fondamenta della bellezza imposta. Riprendiamo in mano il nostro corpo, le nostre forme, la nostra vita insomma...Chi vuole essere come una biologica? Le donne T*, sono bellissime, alte, lontane dalla massa, delle nuove dee...Decidiamo noi come essere, non lasciamo che altri lo dicano...
domenica 13 aprile 2008
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2 commenti:
Non è facile esprimerti ciò che provo. Ho sentito una condivisione sorprendente, leggendoti, in un mondo in cui girovagavo in assoluta solitudine da tempo.....ho sentito , ho visto quando credevo di essere divenuto sordo e cieco........
Grazie Peter, è bello sapere che a volte anche una "parola" può aiutare a trovare una "strada" a vedere oltre...Un abbraccio e buona vita
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