<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2397901355222888859</id><updated>2011-04-21T17:50:54.684-07:00</updated><title type='text'>awakening</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Rebecca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02824938902301503371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_LdI0F1N32Fo/R7Mtf7_KIBI/AAAAAAAAAAM/RpBHD1IRSWo/S220/ditavonteese.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>16</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2397901355222888859.post-7444873291684636846</id><published>2008-06-18T11:45:00.000-07:00</published><updated>2008-06-18T11:51:11.932-07:00</updated><title type='text'>Un piccolo consiglio...Un libro UNICO</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;costa &amp; nolan&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;presenta:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href="http://imageshack.us"&gt;&lt;img src="http://img508.imageshack.us/img508/8135/index1zy7.gif" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://g.imageshack.us/g.php?h=508&amp;i=index1zy7.gif"&gt;&lt;img src="http://img508.imageshack.us/img508/8135/index1zy7.8f092e7b02.jpg" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Autore:&lt;/span&gt; Monica Romano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Titolo:&lt;/span&gt; Diurna. La transessualità come oggetto di discriminazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Prefazione:&lt;/span&gt; Diana Nardacchione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Postfazione:&lt;/span&gt; Helena Velena&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Pagine:&lt;/span&gt; 160&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Collana:&lt;/span&gt; Nuovi ritmi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Chi sono le persone transessuali? Quale significato e valenza dobbiamo attribuire al termine "transgender"? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il libro di Monica Romano dà una risposta ampia ed esaustiva a questi quesiti da sempre circondati da un alone di ignoranza e pregiudizio, fornendo un punto di vista "insider" sulla tematica: quello di una persona trans.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si analizza in particolar modo la situazione italiana, rivelando le dinamiche di discriminazione, delegittimazione ed oppressione esercitate nei confronti delle persone trans in ambito sociale e culturale, sulla base di una concezione binaria dei generi, elevata a dogma dal "benpensante" mondo contemporaneo occidentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Diurna" è il primo saggio italiano che approfondisce la problematica della discriminazione nel mondo del lavoro delle persone trans attraverso interviste, testimonianze dirette e racconti di vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non manca infine un approfondimento della letteratura storico-antropologica su transessualità ed identità transgender, testimone della presenza delle stesse in epoche e luoghi diversi dalla società occidentale contemporanea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ho trascorso buona parte dell’infanzia e dell’adolescenza a pormi domande. Quando sei bambino non hai bisogno di definirti, semplicemente “sei”. E non cogli l’imbarazzo delle persone che hai attorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Poi arriva il giorno in cui qualcuno cerca di convicerti che qualcosa in te non va. Che non puoi muoverti in quel modo, parlare come parli, giocare a quei giochi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia identità di genere era visibile e percepita dagli altri. Gestualità, voce, sguardo, mi rivelavano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Crescendo, realizzi che ci sono i ragazzi, le ragazze, e tu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando vedi i tuoi compagni ridere e scherzare non con te, ma di te, vivendo quotidianamente il dileggio, gli insulti, le botte, inizi a porti domande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle risposte può stare il senso di una vita"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ordini, acquisti e presentazioni: Costa &amp; Nolan edizioni - 02 29402156 -  info@costaenolan.it&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2397901355222888859-7444873291684636846?l=rebecca-trespi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/feeds/7444873291684636846/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2397901355222888859&amp;postID=7444873291684636846' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/7444873291684636846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/7444873291684636846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/2008/06/un-piccolo-consiglioun-libro-unico.html' title='Un piccolo consiglio...Un libro UNICO'/><author><name>Rebecca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02824938902301503371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_LdI0F1N32Fo/R7Mtf7_KIBI/AAAAAAAAAAM/RpBHD1IRSWo/S220/ditavonteese.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2397901355222888859.post-2667624316161949724</id><published>2008-06-08T05:49:00.001-07:00</published><updated>2008-06-08T06:22:56.745-07:00</updated><title type='text'>Memoria, Comunità, Identità.</title><content type='html'>Memoria, Comunità, Identità... Tre parole che dovrebbero far riflettere la comunità LGBTQ Italiana. Parole che dovrebbero trovare il loro spazio e la loro importanza.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Memoria:&lt;/strong&gt; ricordarsi sempre, comunque, e tutt* il perchè esiste un movimento LGBTQ. Un movimento che ancora oggi in Italia, è ''sfrangiato'' pieno di divisioni anche all'interno delle associazioni stesse. La memoria del perchè il Pride è importante, un momento di aggregazione fra diverse ''identità''. Il Pride che ''discende'' dai moti di Stonewall del 27/06/1969 quando davanti ad un locale (Stonewall Inn) un gruppo di persone, fra cui Silvya Riveira, decisero che era giunto il momento di non lasciarsi più ''calpestare' dalla polizia e per la prima volta davvero si unirono per combattere. In quel momento, davanti allo Stonewall Inn si creò il primo vero autentico ''movimento'' di rivolta, il Pride dovrebbe ricordare quel giorno, la storica rivolta delle persone LGBTQ di New York. Ma oggi, si perde il vero significato, l'essenza del Pride è troppe volte usata come ''macchietta'' dai mass media, che strumentalizzano le immagini e il significato autentico della manifestazione per dare una notizia colorita alle famiglie del mulino bianco italiane. Noi delle associazioni LGBTQ Italiane però, dovremmo riuscire a far si che passi il vero messaggio di ribellione e voglia di diritti, troppo spesso negati, difficile però se anche fra di noi si fanno giochi di potere. Sarebbe auspicabile, riuscire a ''distruggere'' le barriere che ci separano per creare davvero una solida comunità. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Comunità:&lt;/strong&gt; non solo tante comunità, ARCILESBICA, ARCIGAY, TRANSGENDER, ECC...Ma una comunità davvero LGBTQ, anzi un'unica comunità che sia la molla per la messa in cantiere dei nostri diritti. Non disuniti, non gridando rivendicazioni differenti e non comuni, ma cercano il terreno comune dei diritti. Un terreno che certo non ci accomuna, perchè se le persone Gay e Lesbiche rivendicano la possibilità al ''matrimonio'', noi persone Transessuali/Transgender chiediamo a gran voce che sia possibile cambiare i documenti senza interventi demolitivi e spesso non voluti, che ci sia data la possibilità di iniziare il percorso di transizione (Autodeterminazione) senza che psicologi/psichiatri decidano delle nostre vite; come si vede ci sono istanze diverse ma comune è il senso di ''emarginazione'', quasi fossimi italiani di serie D. Isolati in piccole ''comunità'' come possiamo pretendere di cambiare le cose? Solo unendo le grandi forze del movimento LGBTQ possiamo fare la differenza. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Identità:&lt;/strong&gt; non solo di genere... La nostra identità come individui, iniziare a porsi domande su chi si è, sul perchè è importante dare vita ad un ''nuovo movimento''. E' ora che non solo le persone Transessuali/Transgender si pongano domande, ma che anche l'altra componente del movimento inizi a chiedersi quali sono le prospettive future, ci deve essere la voglia di scoprirsi, di trovarsi sul terreno comune. Ma senza una ricerca delle nostre radici comuni, come possiamo pensare che esisterà davvero un movimento coeso? Troppe differenze, separazioni, punti di vista (io direi di svista) ci portano lontano dai nostri obbiettivi, e danno forza a chi vuole ''sotterrarci''.&lt;br /&gt;Quindi una nuova visione della comunità, la voglia di partire di nuovo insieme, e non divisi, la forza che deriva dalla coesione e non la dispersione delle energie. Superare le diverse visioni e le separazioni del movimento LGBTQ non è certo cosa semplice ma se vogliamo che questa Italia, non sia più sotto il pungo di ferro della chiesa e delle istituzioni che ci negano ogni basilare diritto, dobbiamo certamente trovare la forza per divenire un ''gruppo'', pieno di differenze ma unito.&lt;br /&gt;E poi non siamo proprio noi a dire che le differenze ci arricchiscono?&lt;br /&gt;Rebecca&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2397901355222888859-2667624316161949724?l=rebecca-trespi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/feeds/2667624316161949724/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2397901355222888859&amp;postID=2667624316161949724' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/2667624316161949724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/2667624316161949724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/2008/06/memoria-comunit-identit.html' title='Memoria, Comunità, Identità.'/><author><name>Rebecca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02824938902301503371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_LdI0F1N32Fo/R7Mtf7_KIBI/AAAAAAAAAAM/RpBHD1IRSWo/S220/ditavonteese.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2397901355222888859.post-4261160482860596238</id><published>2008-06-08T05:32:00.000-07:00</published><updated>2008-06-08T05:41:36.652-07:00</updated><title type='text'>PRIDE</title><content type='html'>&lt;a href="http://imageshack.us"&gt;&lt;img src="http://img66.imageshack.us/img66/3592/cartellino20r20ritagliaan4.jpg" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;MILANO PRIDE 07/06/2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://imageshack.us"&gt;&lt;img src="http://img186.imageshack.us/img186/6044/logookuc9.jpg" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://g.imageshack.us/g.php?h=186&amp;i=logookuc9.jpg"&gt;&lt;img src="http://img186.imageshack.us/img186/6044/logookuc9.e613ffe2d3.jpg" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;BIELLA PRIDE 14/06/2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://imageshack.us"&gt;&lt;img src="http://img529.imageshack.us/img529/6632/bologna20priderx5.jpg" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://g.imageshack.us/g.php?h=529&amp;i=bologna20priderx5.jpg"&gt;&lt;img src="http://img529.imageshack.us/img529/6632/bologna20priderx5.a5d39902db.jpg" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;BOLOGNA PRIDE 28/06/2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://imageshack.us"&gt;&lt;img src="http://img529.imageshack.us/img529/3276/pride20cataniahz7.jpg" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://g.imageshack.us/g.php?h=529&amp;i=pride20cataniahz7.jpg"&gt;&lt;img src="http://img529.imageshack.us/img529/3276/pride20cataniahz7.5c7144af5f.jpg" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;CATANIA PRIDE 05/07/2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2397901355222888859-4261160482860596238?l=rebecca-trespi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/feeds/4261160482860596238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2397901355222888859&amp;postID=4261160482860596238' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/4261160482860596238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/4261160482860596238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/2008/06/pride.html' title='PRIDE'/><author><name>Rebecca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02824938902301503371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_LdI0F1N32Fo/R7Mtf7_KIBI/AAAAAAAAAAM/RpBHD1IRSWo/S220/ditavonteese.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2397901355222888859.post-6751507712457277621</id><published>2008-05-28T08:23:00.000-07:00</published><updated>2008-05-28T08:35:42.880-07:00</updated><title type='text'>Violenza</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fSAQo3f9nqY&amp;hl=it"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/fSAQo3f9nqY&amp;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Periferia romana, immagini di ''caccia'' alla transessuale, trasmesse sul TG1. Uno spettacolo indegno trasmesso in prima serata, uno squarcio di civiltà. La civiltà che ci circonda, e lo schifo non può che assalirci. Lo schifo per la ''caccia'', per la voglia di catturare le ragazze transessuali che si prostituiscono vicino casa. I bravi cittadini stanchi ormai della transumanza umana di clienti, hanno deciso di ornagnizzarsi, per farsi giustizia da soli. Incuranti della dignità delle donne T* in questione, che gridavano "non siamo bestie...", si poteva sentire chiaramente la paura nelle loro voci. Ma i bravi cittadini impassibili con l'avvallo delle forze dell'ordino hanno continuato a gridare, ad umiliare le ragazze. Nessuno ha mosso un dito in aiuto delle prostitute T*, anzi, oltre la caccia altro sport divertente è stato sbraitare il proprio odio verso quei ''mostri'' che di notte mettono in vendita i loro corpi, corpi così diversi dalla maggior parte della gente, corpi rincorsi, sognati, cercati e finalmente trovati. Ma a nessuno interessa, i bravi padri di famiglia riuniti con moglie e parentado vario, volevano solo cacciare le ''bestie''. A chi interessa se poi loro sono i primi clienti delle prostitute T*, a chi importa se la notte in un altro quartiere, lontano da casa, ricercano quelle donne che oggi hanno umiliato...A nessuno. O forse a pochi, a quei pochi che guardando il TG1, hanno pensato alla dignità delle ragazze in questione, alla loro paura, e alla follia del mondo. Io, personalmente, ho sentito un grande dolore dentro di me, una grandissima sofferenza, una voglia di ribellione...Spero anche voi...Rebecca&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2397901355222888859-6751507712457277621?l=rebecca-trespi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/feeds/6751507712457277621/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2397901355222888859&amp;postID=6751507712457277621' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/6751507712457277621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/6751507712457277621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/2008/05/violenza.html' title='Violenza'/><author><name>Rebecca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02824938902301503371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_LdI0F1N32Fo/R7Mtf7_KIBI/AAAAAAAAAAM/RpBHD1IRSWo/S220/ditavonteese.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2397901355222888859.post-7802186100656467819</id><published>2008-05-20T13:52:00.001-07:00</published><updated>2008-05-20T13:55:48.065-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Altrove succede che genitori di persone T* si pongano domande sull'identà di genere dei loro figli, e magari, senza uccidere o allontanare questi bambini, iniziano a fare dei piccoli passi verso la loro realizzazione come individui, nel genere di elezione. Succede che questi piccoli crescano nel loro VERO genere, non in quello biologico, senza nessun problema. Succede che questi individui T* possano avere un infazia il più felice possibile, senza doversi sentire ogni giorno sbagliati, e crescendo possono decidere quale sarà il loro corpo, il loro sesso. Succede non è un sogno....&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/w2EV3w2QxII&amp;amp;hl=en"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/w2EV3w2QxII&amp;amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2397901355222888859-7802186100656467819?l=rebecca-trespi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/feeds/7802186100656467819/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2397901355222888859&amp;postID=7802186100656467819' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/7802186100656467819'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/7802186100656467819'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/2008/05/altrove-succede-che-genitori-di-persone.html' title=''/><author><name>Rebecca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02824938902301503371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_LdI0F1N32Fo/R7Mtf7_KIBI/AAAAAAAAAAM/RpBHD1IRSWo/S220/ditavonteese.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2397901355222888859.post-7141025493276351726</id><published>2008-04-13T04:54:00.000-07:00</published><updated>2008-04-13T05:08:21.445-07:00</updated><title type='text'>Donne e Donne T*</title><content type='html'>Siamo donne oltre le gambe c'è di più...Cantavano le mitiche Jo Squillo &amp;amp; Sabrina Salerno. Cosa ci azzeccano Sabrina e Jo con il titolo donne e donne T*? Noi donne transessuali e transgenere potremmo aggiungere Siamo donne ma con una marcia in più. Donne quindi, non fenomeni da baraccone, non creature della notte, amanti del "famolo" strano, ecc...Donne con una dignità, con la voglia di crescere e di evolverci. Ma spesso gli uomini, sopratutto biologici, ci vedono di più: più femmine, più tigrone, più...Ma più cosa? Qui si cade nello stereotipo, nella voglia di incasellarci ancora, nel farci rientrare nel recinto. Anche chi come noi dal recinto è fuggito. Io come molte ragazze T* non voglio che ancora una volta una casella, quella del genere femminile, mi detti le sue regole. Regole che per noi, spesso diventano troppo difficili, perchè per piacere devi essere omologata. Non puoi interessare per quello che sei, ma per come appare il tuo corpo...E io non ci sto, il mio corpo deve esprimere la mia armonia, non deve accendere(solo) la passione di qualcuno, non voglio essere un oggetto ma una DONNA T*. Non sopporto la ricerca di modelli biologici, non possiamo creare il nostro canone? Un canone che comprenda tutte le sfumature? Un canone lontano dal biologico per essere bello e "accettabile"? il canone T*, che lasci lo spazio a tutte le forme, a chi è alta, a chi ha il piede grosso, ecc...? Troppo difficile? Vogliamo che ci "accettino" e ci amino solo se...? E no, ragazze, ribelliamoci pretendiamo il rispetto, e prendiamoci il nostro corpo, che ancora una volta dovrebbe essere mortificato, in cambio di amore(lavoro, accettazione, ecc...). Dimentichiamo il biologico è bello, anzi, pretendiamo il trans è bello, diamo una scossa alle fondamenta della bellezza imposta. Riprendiamo in mano il nostro corpo, le nostre forme, la nostra vita insomma...Chi vuole essere come una biologica? Le donne T*, sono bellissime, alte, lontane dalla massa, delle nuove dee...Decidiamo noi come essere, non lasciamo che altri lo dicano...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2397901355222888859-7141025493276351726?l=rebecca-trespi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/feeds/7141025493276351726/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2397901355222888859&amp;postID=7141025493276351726' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/7141025493276351726'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/7141025493276351726'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/2008/04/donne-e-donne-t.html' title='Donne e Donne T*'/><author><name>Rebecca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02824938902301503371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_LdI0F1N32Fo/R7Mtf7_KIBI/AAAAAAAAAAM/RpBHD1IRSWo/S220/ditavonteese.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2397901355222888859.post-6321558650774531134</id><published>2008-03-16T05:11:00.001-07:00</published><updated>2008-03-16T05:33:13.739-07:00</updated><title type='text'>Famiglia e...</title><content type='html'>Difficile il rapporto fra famiglia, e transessualità/transgenderismo. Quant* di noi si sono visti sbattere la porta in faccia da genitori troppo preoccupati dell'apparenza e poco dell'amore per quei figli considerati dalla società "rifiuti"? Nel mio percorso, se pur piccolo, di "militanza" in Agedo (Associazione di Genitori parenti ed amici Di persone Omosessuali) ho avuto la fortuna di conoscere famiglie "diverse". Capaci di amare (perchè è vero le difficoltà che si incontrano durante il percorso di transizione sono notevoli, ma anche essere Gay o Lesbica in Italia non è semplice...), queste persone mi hanno ( visto che vicina a me c'è sempre la mia famiglia, che mi ama e mi sostiene, salvo rari momenti di smarrimento) aiutato a capire meglio una differenza sostanziale, fra AMORE senza compromessi e "ACCETTAZIONE".&lt;br /&gt;Dal dizionario Italiano:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Accettazione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;accettazióne  s.f.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; sf&lt;/em&gt; &lt;em&gt;l'accettare.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;2&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; sf ufficio o sala in cui si accettano domande, si assume personale, si ricevono ammalati.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;3&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; sf {diritto} l'atto del prestare il proprio consenso a determinati rapporti obbligazionari.&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;strong&gt;Amore:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;amóre s.m.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;sm sentimento di affetto vivo, trasporto dell'animo verso una persona o una cosa.&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Mi permetto di analizzare le due parole. Partendo da quella che non ho mai "sopportato", ACCETTARE, quanti genitori dicono "Io accetto mio/mia figl*!"? troppi; non dicono io AMO mio/mia figli*, usano un termine che come visto richiama alla mente immagini di ospedali (l'accettazione dove si paga il ticket), di sale dove pagare per avere qualcosa, pagare il ticket dell'amore per essere accettati. Leggendo meglio il terzo "punto" si capisce meglio, prestare il proprio consenso a determinati rapporti obbligazionari, non si sente sentimento, ma solo dovere. Un genitore non ama per obbligo/dovere, lo fa perchè lo sente senza "spinte". Accettare dunque non è amare, è solo far finta per obbligo che una situazione ci vada bene, anche se spesso così non è. Quant* figli si sentono solo accettati e non amati? Quanti problemi causati da questa voglia di sembrare "aperti" ma fondamentalmenti ancorati a vecchi preconcetti? Mentre se prendiamo in analisi AMORE (O AMARE) si legge, sentimento vero di trasporto verso una persona. Sentimenti dunque, non obblighi, quei sentimenti che permettono a moltissimi genitori di essere orgogliosi dei propri figli! Sentimenti che spingono madri e padri(ma non solo) a scendere in piazza al finaco dei figli a pretendere maggiori diritti. La famiglia, come vero nucleo della società, ma la famiglia non solo composta da madre e padre, ma quella allargate che comprendere amici e amori, che ci arricchiscono che ci danno la spinta per lottare, una famiglia nuova, anche lei in transizione. Non più la famiglia monolitica di anni fà, un'evoluzione positiva verso nuovi valori, che comprendano anche l'oroglio per figli che vengono considerati divers* dalla società. Quindi acettare come sinonimo di amore? No, noi dobbiamo pretendere rispetto e amore, anche dai genitori, senza scusarli, se non ammettiamo che il mondo esterno ci tratti come "divers*" non dobbiamo nemmeno lasciare che siano i nostri genitori o famigliari a farlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2397901355222888859-6321558650774531134?l=rebecca-trespi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/feeds/6321558650774531134/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2397901355222888859&amp;postID=6321558650774531134' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/6321558650774531134'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/6321558650774531134'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/2008/03/famiglia-e.html' title='Famiglia e...'/><author><name>Rebecca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02824938902301503371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_LdI0F1N32Fo/R7Mtf7_KIBI/AAAAAAAAAAM/RpBHD1IRSWo/S220/ditavonteese.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2397901355222888859.post-9153360224273516876</id><published>2008-03-11T05:13:00.000-07:00</published><updated>2008-03-11T05:14:28.722-07:00</updated><title type='text'>Legge n. 164 del 1982, forse sarebbe ora di rivederla?</title><content type='html'>Legge 14 aprile 1982, n. 164&lt;br /&gt;(pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 19 aprile 1982 n. 106)&lt;br /&gt;Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso.&lt;br /&gt;La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;&lt;br /&gt;Il Presidente della Repubblica: Promulga la seguente legge:&lt;br /&gt;Art. 1. La rettificazione di cui all'art. 454 del codice civile si fa anche in forza di sentenza del tribunale passata in giudicato che attribuisca ad una persona sesso diverso da quello enunciato nell'atto di nascita a seguito di intervenute modificazioni dei suoi caratteri sessuali.&lt;br /&gt;Art. 2. La domanda di rettificazione di attribuzione di sesso di cui all'art. 1 è proposta con ricorso al tribunale del luogo dove ha residenza l'attore.&lt;br /&gt;Il presidente del tribunale designa il giudice istruttore e fissa con decreto la data per la trattazione del ricorso e il termine per la notificazione al coniuge e ai figli.&lt;br /&gt;Al giudizio partecipa il pubblico ministero ai sensi dell'art. 70 del codice di procedura civile.&lt;br /&gt;Quando è necessario, il giudice istruttore dispone con ordinanza l'acquisizione di consulenza intesa ad accertare le condizioni psico-sessuali dell'interessato.&lt;br /&gt;Con la sentenza che accoglie la domanda di rettificazione di attribuzione di sesso il tribunale ordina all'ufficiale di stato civile del comune dove fu compilato l'atto di nascita di effettuare la rettificazione nel relativo registro.&lt;br /&gt;Art. 3. Il tribunale, quando risulta necessario un adeguamento dei caratteri sessuali da realizzare mediante trattamento medico-chirurgico, lo autorizza con sentenza. In tal caso il tribunale, accertata la effettuazione del trattamento autorizzato, dispone la rettificazione in camera di consiglio.&lt;br /&gt;Art. 4. La sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso non ha effetto retroattivo.&lt;br /&gt;Essa provoca lo scioglimento del matrimonio o la cessazione degli effetti civili conseguenti alla trascrizione del matrimonio celebrato con rito religioso.&lt;br /&gt;Si applicano le disposizioni del codice civile e della legge 1 dicembre 1970, n. 898 (*), e successive modificazioni.&lt;br /&gt;Art. 5. Le attestazioni di stato civile riferite a persona della quale sia stata giudizialmente rettificata l'attribuzione di sesso sono rilasciate con la sola indicazione del nuovo sesso e nome.&lt;br /&gt;Art. 6. Nel caso che alla data di entrata in vigore della presente legge l'attore si sia già sottoposto a trattamento medico-chirurgico di adeguamento del sesso, il ricorso di cui al primo comma dell'art. 2 deve essere proposto entro il termine di un anno dalla data suddetta.&lt;br /&gt;Si applica la procedura di cui al secondo comma dell'art. 3.&lt;br /&gt;Art. 7. L'accoglimento della domanda di rettificazione di attribuzione di sesso estingue i reati cui abbia eventualmente dato luogo il trattamento medico-chirurgico di cui all'articolo precedente.&lt;br /&gt;(*) Disciplina dei casi di scioglimento dei matrimoni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2397901355222888859-9153360224273516876?l=rebecca-trespi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/feeds/9153360224273516876/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2397901355222888859&amp;postID=9153360224273516876' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/9153360224273516876'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/9153360224273516876'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/2008/03/legge-n-164-del-1982-forse-sarebbe-ora.html' title='Legge n. 164 del 1982, forse sarebbe ora di rivederla?'/><author><name>Rebecca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02824938902301503371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_LdI0F1N32Fo/R7Mtf7_KIBI/AAAAAAAAAAM/RpBHD1IRSWo/S220/ditavonteese.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2397901355222888859.post-4949113486990468836</id><published>2008-03-11T03:04:00.000-07:00</published><updated>2008-03-11T05:12:00.019-07:00</updated><title type='text'>Lavoro, e dignità T*</title><content type='html'>Dignità e Lavoro, due parole che spesso (e non solo per le persone T*) non vanno di pari passo. Sarebbe auspicabile, in un mondo perfetto che il nostro diritto al lavoro, garantisse anche il diritto al rispetto della nostra persona. Ma oggi, in questa Italia targata 2008, ancora troppo spesso chi detiene il potere lo esercita a suo piacere,  un piacere "sadico" che si permette di giudicare, il percorso di chi vive il suo genere "diversamente" dalla maggioranza delle persone. Un genere conquistato, che ci fa essere orgoglios* di essere T*, ma che troppo spesso diventa un doppio peso. Un peso condiviso sia da Mtf(male to female/da uomo a donna) che FtM(female to male/ da donna a uomo), percorsi diversi con obbiettivi comuni. Cosa dobbiamo fare? Pretendiamo il rispetto e il diritto al lavoro come persone, non vogliamo pietà, carità, vogliamo pari opportunità! Ma sembra ancora un sogno, il giorno in cui saremo "giudicati" per le nostre capacità  non per il nostro genere.  Siamo continuamente sotto il tiro, di persone che possono giocare con la nostra vita, persone che possono crearci problemi ogni giorno; persone che molto spesso giudicano e si permettono di "parlare" della nostra vita. Cosa fare? Permettere il cambio dei documenti prima delle operazioni sarebbe un bell passo avanti. Quante volte dovremo ancora permettere a tutti di poter decidere delle nostre vite?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2397901355222888859-4949113486990468836?l=rebecca-trespi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/feeds/4949113486990468836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2397901355222888859&amp;postID=4949113486990468836' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/4949113486990468836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/4949113486990468836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/2008/03/lavoro-e-dignit-t.html' title='Lavoro, e dignità T*'/><author><name>Rebecca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02824938902301503371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_LdI0F1N32Fo/R7Mtf7_KIBI/AAAAAAAAAAM/RpBHD1IRSWo/S220/ditavonteese.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2397901355222888859.post-6378629890125557839</id><published>2008-02-25T02:35:00.000-08:00</published><updated>2008-11-18T17:29:26.791-08:00</updated><title type='text'>PROSTITUZIONE E TRANSGENDERISMO</title><content type='html'>Con il termine  "transgender" possono identificarsi:&lt;ul type="disc"&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;la persona transessuale operata;&lt;span class="ske03" style="font-family: Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;la persona transessuale non operata (ovvero che lascia integri i genitali di origine);&lt;span class="ske03" style="font-family: Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;la persona crossdresser, termine che tende a sostituirsi sempre più alla dicitura "travestito" perché associato alla perversione sessuale. In questo senso il crossdresser è persona che si traveste, per lo più in privato ma anche pubblicamente, senza implicazioni di eccitazione sessuale. Quasi sempre è maschio ed eterosessuale;&lt;span class="ske03" style="font-family: Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;la persona che rifiuta con forza le tradizionali identità di genere e le categorie dell'orientamento sessuale che la società, la cultura locale impone come stereotipi. In questo senso e in questa accezione del termine, che però è la meno conosciuta in Italia, alcuni ritengono che tutto il movimento LGBT possa identificarsi sotto il termine-ombrello "Queer".&lt;span class="ske03" style="font-family: Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Tu0pFdWyBms/RpNS32qbJpI/AAAAAAAAAKk/i9LPmotl9eQ/s1600-h/crisalide_emilie_rollandin.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 227px; height: 144px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Tu0pFdWyBms/RpNS32qbJpI/AAAAAAAAAKk/i9LPmotl9eQ/s400/crisalide_emilie_rollandin.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5085499523751159442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il transgenderismo sostiene che l'identità di genere di una persona non è una realtà duale maschio/femmina", ma un continuum di identità ai cui estremi vi sono i concetti ideali di "maschio" e "femmina". In questo senso il transgenderismo è da considerarsi come un movimento politico/culturale che propone una visione dei sessi e dei generi fluida e che rivendica il diritto di ogni persona a situarsi in qualsiasi posizione intermedia fra gli estremi "maschio/femmina" stereotipati senza per questo dover subire stigma sociale o discriminazione. Ecco questo vuol dire essere transgender, far parte dell’arcobaleno dell’identità di genere, fra il maschile e il femminile. Ma il transgenderismo non è un “fenomeno” sociale nuovo, è antico quanto l’omosessualità, le popolazioni degli indiani d’america veneravano, le persone T*, le consideravano guaritrici, sacerdotesse, oppure nel caso degli FtM (female to male) grandi cacciatori. Non siamo “esseri” nuovi, le sfumature dell’identità ci sono sempre state, più o meno visibili.&lt;br /&gt;Ma oggi nel 2007 in un Paese “evoluto” quale l’Italia, in un paese che pensa di avere problemi maggiori che la tutela di tutti i suoi cittadini, senza discriminazioni, in un paese che finge di non vederci, moltissime persone transgender vivono sulla loro pelle lo stigma sociale di aver sfidato il sistema binario del “maschile/femminile”. Persone come Manuela, 38 anni, trovata nel suo appartamento con la testa fracassata, nuda, con un cuscino a coprirle la testa, sul gas una macchinetta del caffè già pronta per essere servita, evidentemente al suo assassino, e che Manuela non ha avuto il tempo di assaporare. In questo 2007 è la terza vittima (30 nel 2006) di una assurda quanto cieca violenza che colpisce le persone “transessuali”. Tutti i quotidiani locali, ed anche alcuni nazionali, hanno riportato la notizia con dovizia di particolari e con toni assolutamente morbosi, a tratti offensivi, e con una terminologia che sta ad indicare quanta ignoranza e quanta discriminazione ancora esistono verso persone che, loro malgrado, si trovano a vivere una situazione di disagio sociale, di solitudine e di emarginazione. Manuela in realtà non era una “transessuale”, ma una donna a tutti gli effetti, avendo già affrontato tutto il processo di transizione fino ad arrivare all’intervento chirurgico per la cosiddetta “riassegnazione sessuale” e al conseguente cambio di genere sui documenti. Utilizzare termini quali “il trans” o addirittura articoli, aggettivi e verbi al maschile è, oltre che inopportuno e scorretto, anche offensivo per chi, dopo un lungo processo, caratterizzato da sofferenze psicologiche e fisiche, approda finalmente alla sua vera identità di genere. Manuela “trans”, “donna”, “prostituta”… che importa? Manuela era una persona, ma a differenza delle persone “normali”, meritevoli di rispetto e di pietà, di fronte all’orrore subito, lei non merita né l’uno né l’altro…&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Tu0pFdWyBms/RpNTiGqbJqI/AAAAAAAAAKs/JeyO-qPY7Hw/s1600-h/crisalide_emilie_rollandin_2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 198px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Tu0pFdWyBms/RpNTiGqbJqI/AAAAAAAAAKs/JeyO-qPY7Hw/s400/crisalide_emilie_rollandin_2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5085500249600632482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Manuela simbolo, ultima vittima di una società che ci relega nel fondo, creature della notte buone solo ad esaudire i desideri di uomini facoltosi. Uomini che molte volte ci uccidono, uomini che in noi vedono solo oggetti sessuali. Ma non siamo corpi in vendita, non siamo carne da esporre al mercato, siamo persone con una dignità e pretendiamo il rispetto e il trattamento riservato ai cittadini considerati di serie A. Cittadini che non ci permettono di lavorare, che negano alle persone transgender di avere una vita “normale”. Quant* di noi si sono visti “sbattere” la porta in faccia solo per il semplice fatto di essere transgender? Quant* di noi non hanno visto riconosciuto il loro diritto al lavoro per dei documenti che non rispecchiano la nostra identità? Quante, e qui uso il femminile, costrette da una società ipocrita hanno visto come unica soluzione la strada? Ragazze, che con sforzi immani stanno costruendo il loro corpo, un tempio che ogni notte devono “vendere” per poter vivere… Ecco a cosa siamo costrette… A vite sotto l’occhio vigile di carcerieri, che giudicano, che discriminano, ancora prima di conoscere… Conoscere la storia di chi vive prigioniera, di un corpo visto come estraneo; di chi sente di appartenere ad un sesso differente da quello biologico. Un sesso mentale, che ci fa sfidare il giudizio comune, che ci fa diventare oggetti da deridere e da discriminare a priori…Oggetti e non persone…Per questo, chiedo una mano, per tutte le persone transgender che ancora oggi devono subire il ricatto di chi ci vorrebbe sempre incatenati, schiav* di una vita che non ci appartiene. Per tutt* le persone T* che vengono uccise, costrette alla prostituzione, cacciate dalle famiglie, per loro vi chiedo di fare qualcosa. Tendiamo una mano a chi, troppe volte si è trovat* sol*. Come possiamo fare? Creando le basi per una società diversa, ma anche cercando sul territorio enti, associazioni, ecc. disposte a finanziare corsi di “recupero” per ex prostitute, case famiglia, ecc…Con azioni concrete e volontà possiamo cambiare il mondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2397901355222888859-6378629890125557839?l=rebecca-trespi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/feeds/6378629890125557839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2397901355222888859&amp;postID=6378629890125557839' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/6378629890125557839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/6378629890125557839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/2008/02/prostituzione-e-transgenderismo.html' title='PROSTITUZIONE E TRANSGENDERISMO'/><author><name>Rebecca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02824938902301503371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_LdI0F1N32Fo/R7Mtf7_KIBI/AAAAAAAAAAM/RpBHD1IRSWo/S220/ditavonteese.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Tu0pFdWyBms/RpNS32qbJpI/AAAAAAAAAKk/i9LPmotl9eQ/s72-c/crisalide_emilie_rollandin.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2397901355222888859.post-6044444974094562499</id><published>2008-02-24T02:58:00.000-08:00</published><updated>2008-02-24T03:14:06.432-08:00</updated><title type='text'>Cosa sei?</title><content type='html'>- Ma quindi lei è uomo o donna?&lt;br /&gt;- Ma non capisce, dottore? Io sono una via di mezzo tra la mascolinità e la femminilità.&lt;br /&gt;- E cioè?- La favolosità!(dialogo tratto dal film "Stonewall" di Nigel Finch, 1995)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quante volte ci, ma potrei dire mi, capita di sentire la gente che chiede, curiosa cosa sono...Sei un uomo? Sei una donna? Devi entrare per obbligo sociale in una delle due caselle, devono, vogliono, poter sapere il tuo sesso. Non importa, se tu sei una persona transessuale/transgender, loro pretendono che tu scelga. Cosa avresti fatto la transizione se non per rientrare nello schema di una sesso? Non capiscono che tu possa vivere bene così, fra...Nelle mille sfumature di grigi che ci sono fra il maschile e il femminile. In quello spazio labile, senza un confine, in quel nuovo genere...Un genere che non esiste il tuo genere! Se facciamo però un passo indietro possiamo notare come, quello che ci viene proposto come "dualismo" del genere, sia solo un continuo...Provate a chiudere gli occhi per un secondo, immaginate il simbolo dello Yin e dello Yang, gli opposti, il maschile e il femminile che SEMBRANO, in contrapposizione ma se guardate attentamente si uniscono, trovano il loro punto di incontro e dalla loro unione nasce una nuova forza...Nel caso delle persone transgender invece, il punto di incontro fra i due generi, crea si nuova forza, ma dona libertà a l'individuo che non si riconosce come appartenente a nessuno dei due generi ma che cerca la via per la sua realizzazione personale. Difficile da capire come concetto, difficile pensare, immaginare anche solo per un secondo che una persona possa star bene nel "mezzo". Solitamente, colpa di una cultura binaria, vogliamo che tutto sia incasellato, per aver maggior sicurezza, perchè chi sfugge allla dilagante omologazione diventa una "bestia  rara", da colpevolizzare, da etichettare, da deridere, il più delle volte...Questo atteggiamento, non lo troviamo solo fra le persone biologiche , ma spesso, troppo dire, anche all'interno della comunità T*, perchè non seguire un percorso classico diventa motivo di esclusione. Non appartenere ad un genere, ad una casella, ma essere liberi di sperimentarsi e di sperimentare porta il più delle volte ad essere soli, ma meglio volare liber* nell'arcobaleno del genere, che ritornare nelle gabbie che creano le persone per vivere sicure...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2397901355222888859-6044444974094562499?l=rebecca-trespi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/feeds/6044444974094562499/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2397901355222888859&amp;postID=6044444974094562499' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/6044444974094562499'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/6044444974094562499'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/2008/02/cosa-sei.html' title='Cosa sei?'/><author><name>Rebecca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02824938902301503371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_LdI0F1N32Fo/R7Mtf7_KIBI/AAAAAAAAAAM/RpBHD1IRSWo/S220/ditavonteese.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2397901355222888859.post-236352018503482527</id><published>2008-02-17T03:31:00.000-08:00</published><updated>2008-02-17T03:35:18.815-08:00</updated><title type='text'>Transfemminismo</title><content type='html'>“Dietro ogni donna coraggiosa c’è un intera comunità che le ricorda di essere sbagliata”. Slogan delle donne indiane al World Social Forum di Mumbay 2004.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il femminile come disvalore, un concetto creato dalla società fallocentrica che crede solo nella virilità e nella centralità del ruolo del maschio. Un fenomeno, quello del maschilismo ma anche machismo dilagante, che ha trovato la sua più ampia diffusione con l’avvento delle religioni monoteiste. Perché basta guardare il passato per scoprire come altre popolazioni fossero più aperte mentalmente, di quello che noi oggi crediamo. Presso gli Indiani dell’America Settentrionale, per fare un esempio, esistevano persone (Two Spirit) che, attraverso un percorso di transizione fatto di sogni, rielaborazione del proprio essere, ecc… entrava a far parte della società con il genere a cui sentiva di appartenere, senza scandalo o discriminazioni. Non solo presso i nativi americani è conosciuta questa “esperienza di transizione”, ma anche fra le popolazioni mediterranee antiche, indiane, oceaniche ed africane, gli uomini che adottavano le maniere e l’abbigliamento delle donne godevano di grande considerazione come sciamani, sacerdoti. Non solo “mitologia” ma vere e proprie testimonianze che ancora oggi esistono, basti pensare al ruolo, anche se nell’ultimo secolo si è vista una netta trasformazione e discriminazione, delle Hijra in India; anche se, come detto prima, oggi si assiste ad una sistematica oppressione anche in India, attraverso forme di discriminazione molto comuni anche da noi: mancanza di tutela dei diritti fondamentali per chi vive “fuori dagli schemi” maschili, prostituzione come unica soluzione “lavorativa”, omicidi e aggressioni, ecc... Partendo da queste considerazioni possiamo certamente notare come siano cambiate molte cose, con l’avvento del nuovo valore del maschile: un valore che va sminuendo continuamente chi, nelle sue catene non si riconosce, uomini o donne biologici o transgender che portano invece il femminile come valore ed esperienza di arricchimento personale. Il machismo che discrimina chi viene riconosciut* come divers* e troppo vicin* al femminile. Un femminile demonizzato, anche dalle religioni: Eva la peccatrice che tenta Adamo, Maddalena la prostituta che viene redenta da Gesù, la donna nell’islam estremista mortificata sotto burqa che impediscono al suo corpo di essere libero, l’inaccessibilità alle donne di accedere a ruoli importanti all’interno delle comunità religiose (salvo rare eccezioni). In questo clima si pone davvero come importante la sfida al maschilismo, una sfida che vede noi donne transgender impegnate in prima linea, perché doppiamente discriminate: in quanto donne, e “traditrici” del nostro genere di nascita, percepite come rinunciatarie del privilegio di essere nate uomini e di aver lasciato tutto per “diventare” donne. Su di noi pesa doppiamente lo stigma sociale dell’essere donne, perché noi, molto spesso, veniamo “riconosciute” come persone T*. Questa visibilità ci fa scontrare contro il muro del pregiudizio e della discriminazione, ci impedisce molto spesso di accedere a lavori per i quali siamo qualificate, ci fa diventare “fenomeni da baraccone” da compatire o da deridere, oppure ci relega solo a “domatrici di incontri febbrili” nella notte sulle strade. Questa è la visione che troppo spesso la società ha di noi donne T*: sesso, mancanza di cervello: solo corpi vuoti. Ma noi siamo molto di più, siamo straordinarie solo per la forza e la volontà di affermare la nostra dignità come donne T*, una dignità che ci fa battere per i nostri ideali e per i nostri sogni che ancora oggi troppo spesso, e in molti ambiti coincidono, con quelli che dovrebbero essere i nostri diritti. Oggi a noi donne transgender viene chiesto di affrontare con coraggio un nuovo cammino, che non sia solo quello della transizione fisica, ma che vada a smontare i pregiudizi che circondano il nostro “mondo”, in questo nuovo cammino dobbiamo essere pronte ad accettare e cercare l’aiuto di chi prima di noi ha compiuto un percorso simile, per liberarsi dalle catene del maschilismo. Trovare e proporre un punto di incontro con la realtà femminista, che spesso ci considera “intruse”, quasi delle “spie” del nemico comune (il maschilismo) pronte a tradire la causa in favore di una sorta di accettazione o rivincita. Invece, noi al pari delle donne biologiche, siamo impegnate ogni giorno per “smantellare” il nemico, e cercando di creare un nostro movimento transfemminista, che si ponga come obbiettivo la creazione di gruppi di coscienza che sappiano produrre e rielaborare teorie del femminismo, includendo anche la realtà T*, unit* nella lotta comune. Cercare di costruire i ponti per una realtà più inclusiva delle differenze, fornire anche alle femministe una nuova chiave di lettura del percorso di transizione, rompere i tabù che, anche all’interno della comunità femminile, circondano il mondo T*, unirci sul fronte comune. Dare la possibilità di far conoscere la discriminazione continua a cui siamo costrette, mettere in luce gli aspetti che ci accomunano, la voglia di libertà dal dominio dell’uomo, lasciar spazio nella società al femminile in ogni sua forma ed espressione, senza limitazioni. Far fronte comune per dare visibilità e riconoscimento sociale alle donne T* o biologiche, su questa strada crediamo sia fondamentale non solo l’appoggio da parte delle femministe, ma anche all’interno del nostro movimento dei ragazzi transgender, aver anche il loro supporto nella nostra battaglia contro un dominio maschilista. Non solo quindi, transfemminismo in contrapposizione al dominio maschile, ma transfemminismo come unione ancora più forte della realtà T*, un unione che passa attraverso l’aiuto reciproco in battaglie anche non comuni. Un aiuto indispensabile, oltre che auspicabile, perché unit* potremmo davvero portare una nuova visione del dominio maschile nella società: noi donne T* come “vittime” della rinuncia alla fortuna di essere nate maschi, cresciute nel maschilismo con tutti i suoi codici e le sue regole non scritte; gli uomini T* come ex donne sociali vittime del maschilismo che prima vedeva in loro solo il femminile, mentre ora come “uomini nuovi” accettati, molto più facilmente, dalla società ma che si trovano a scontrarsi con i codici e le regole del machismo.Due percorsi diversi ma che uniti potranno dare vita a una nuova e critica visione della società, che premia il maschile e mortifica la donna. Transfeminismo non solo come movimento che si pone in contrapposizione al ruolo sociale che viene “riservato” alla donna T*, ma come motore per una nuova immagine di donna.Una donna T* che conscia del suo percorso non si senta penalizzata nella sua fisicità. Una fisicità che non deve far riferimento al “modello biologico”, che non cerchi l’omologazione e la voglia di appiattimento. Una nuova proposta, anzi una nuova donna, che sappia fare della sua differenza fisica, estetica ed esperienziale, una ricchezza e non uno svantaggio. Perché accettare passivamente anche l’imposizione da parte di persone, che del nostro percorso non sanno nulla, di modelli standard di donna è davvero limitante. Una volta di più un intrusione nella nostra vita da parte da chi ci vuole e ci “accetta” SOLO SE “passabili”, “stealth”, omogeneizzate con la società. Il nostro obbiettivo deve essere anche, e non per mera vanità femminile, il proporre un nuovo ideale di bellezza. Una bellezza unica che viene dall’armonia interiore, che non risponde a canoni troppo spesso ad uso e consumo del maschio. Un canone che non abbia limiti, o stereotipi ma che esalti l’unicità del nostro essere. Transfemminismo quindi, non solo come movimento culturale che si pone come obbiettivo quello di abbattere la cultura maschilista dominante, ma che dovrà riuscire nella sfida di trovare punti di contatto, tramite la creazione di incontri con il movimento femminista, e fornire i mezzi per rielaborare il concetto di bellezza, invisibilità e omologazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2397901355222888859-236352018503482527?l=rebecca-trespi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/feeds/236352018503482527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2397901355222888859&amp;postID=236352018503482527' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/236352018503482527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/236352018503482527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/2008/02/transfemminismo.html' title='Transfemminismo'/><author><name>Rebecca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02824938902301503371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_LdI0F1N32Fo/R7Mtf7_KIBI/AAAAAAAAAAM/RpBHD1IRSWo/S220/ditavonteese.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2397901355222888859.post-4418615098364387273</id><published>2008-02-17T02:06:00.000-08:00</published><updated>2008-02-17T03:31:14.282-08:00</updated><title type='text'>Passare</title><content type='html'>...Parlo di "passabilità", ma prima per i non "adetti ai lavori", spiego cosa si intendo per "passabilità" nel mondo T*.  Partiamo dicendo che esistono molti modi di affrontare la vita come persone T*, ci sono persone fiere di essere transessuali/transgender che vivono con naturalezza la loro identità,  mentre ci sono altre persone transessuali che cercano di "confondersi" nel mondo. Le persone T* che cercano l'omologazione vengo spesso definite come stealth(&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Velivolo_stealth"&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Velivolo_stealth&lt;/a&gt;).  Nel nostro "universo" T* moltissim* di noi cercano di scomparire, di divenire un insieme con la maggioranza degli individui, una maggioranza che ci discrimina e ci ghettizza, che ci vorrebbe uguali e appiattiti, perchè noi, nel bene o nel male, abbiamo osato sfidare i limiti imposti dal genere. Passare per alcune ragazze T*, è fondamentale, ma tutto si può ridurre a questo? Scomparire...Non critico chi vuole, anzi chi sente il desiderio di essere "scambiata" per biologica (con biologica intendo una donna NON transessuale/transgeder), chi desidera una vita "normale". Critico, chi invece crede che  scomparire debba essere il destino/desiderio di ogni donna T*, chi non approva le persone fiere del loro aspetto magari non conforme con i canoni classici del femminile. Troppo spesso viene imposta ancora una volta una scelta, o sei donna e segui certi standard oppure cosa sei? Chi impone il "mito" della passabilità escludendo chi invece non rientra o non vuole conformarsi ai canonio estetici. Un "mito" quello della passabilità, che diventa spesso un arma a doppio taglio, perchè salvo rari casi, la fisicità di noi donne T* ci porta a essere comunque viste come creature aliene, di solito siamo più alte, con ossa diverse da quelle femminili, con una voce magari "ambigua"...Chi vive nel terrore di essere "scoperta" come persona T*, rimane troppo spesso intrappolat* in una nuova gabbia, ancora una volta il corpo diviene un limite; il corpo che abbiamo liberato, che abbiamo ri-costruito ritorna ad essere ancora una gabbia. Una gabbia, magari più conforme rispetto a prima, ma sempre troppo stretta... Non pretendo che tutt* vivano serenamente la loro natura T*, ma la mia domanda è una sola, con la forza e l'impegno che abbiamo messo per liberarci prima perchè imprigionarci ancora?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2397901355222888859-4418615098364387273?l=rebecca-trespi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/feeds/4418615098364387273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2397901355222888859&amp;postID=4418615098364387273' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/4418615098364387273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/4418615098364387273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/2008/02/passare.html' title='Passare'/><author><name>Rebecca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02824938902301503371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_LdI0F1N32Fo/R7Mtf7_KIBI/AAAAAAAAAAM/RpBHD1IRSWo/S220/ditavonteese.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2397901355222888859.post-9200880764194995168</id><published>2008-02-13T10:25:00.000-08:00</published><updated>2008-11-18T17:29:27.019-08:00</updated><title type='text'>Transgender ma non solo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_LdI0F1N32Fo/R7M2cr_KIDI/AAAAAAAAAAY/Wo2kFCpMAKo/s1600-h/home_s_gb06.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_LdI0F1N32Fo/R7M2cr_KIDI/AAAAAAAAAAY/Wo2kFCpMAKo/s400/home_s_gb06.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5166533063995957298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.&lt;br /&gt;Il termine transgender ha assunto nella lingua italiana diversi significati a seconda degli ambiti in cui è usato.&lt;br /&gt;La sua origine è da identificarsi all'interno del movimento LGBT, nato negli Stati Uniti d'America intorno ai primi Anni '80, per indicare un movimento politico che contesta la logica eterosessista e genderista secondo la quale i sessi nell'uomo sono solo due, che l'identità di genere di una persona debba necessariamente combaciare con il sesso biologico e che il tutto debba restare immodificabile dall'uomo.&lt;br /&gt;Il termine "transgender", quindi, nasce come termine "ombrello" dentro cui si possono identificare tutte le persone che non si sentono racchiuse dentro lo "stereotipo di genere" normalmente identificato come "maschile" e "femminile". Piccolo "furto" da wikipedia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco apro un piccolo post per riflettere, per parlare e confrontarsi su un tema che anche fra di noi persone transgender, viene "stigmatizzato", perchè se non pensi come tutt* che sei maschio o femmina il più delle volte non vieni capit*, e ti trovi a dover lottare anche con chi dovrebbe capirti!&lt;br /&gt;Parto con la mia personale esperienza, come già ripetuto più volte, non sarò mai passabile e se lo sarò certo mi darebbe fastidio essere scambiata per una genetica, perchè sono orgogliosa di quello che sono del mio personale percorso, del mio cammino in salita per arrivare a vivere finalmente libera. E se per vivere libera devo nascondermi che senso avrebbe(parlo per me) iniziare tutto? Ma troppe volte mi è stato ripetuto che le cose importanti sono: cercare di essere il più femminile possibile, vivere come donna(e come vivono le donne? fanno torte e biscottini?), non pensare a sport troppo maschili, e non pensare mai a tatuaggi o affini(sia mai che un donnino abbia simili cose!!!). E alla fine, visto che quando entri in un "mondo" nuovo ti trovi a dover ripartire da zero, ascolti chi ha più "esperienza"(che non vuol dire abbia la verità fra le mani), ma quando hai 22anni e non sai dove sbattere la testa, le parole di chi è più avanti le consideri "sante"...E ascoltando, ascoltando, avevo perso di vista il mio "senso di transizione", sono una di quelle persone che crede che il primo passo della transizione non sia vestirsi da donna(o uomo, ma parlo per me quindi...)anche se mi è stato più volte ripetuto da alcune persone, ma che il primo passo sia crescere dentro di noi, maturare, ascoltarsi porsi delle domande, e trovare le risposte che per tempo non volevi trovare...E' qui che comincia il "percorso", non quando prendi ormoni, quando ti rifai il seno(o altro) ecc...Inizia tutto nel momenti in cui ti metti in discussione, quando prendi il coraggio a 4mani e affronti la paura di cercare altrove il tuo essere. E da quel primo passo bisogna compierne altri, viversi liberamente, chi vuole "mescolarsi", chi vuole invece essere "visibile" non passabile perchè davvero felice di tutto quello che è, di tutto quello che ha costruito piano piano. Non critico chi "vive mescolat* nella società", anzi tutt* liberi di scegliere, ma critico chi vuole imporre un solo modo di essere, chi spaccia un percorso personale come "verità", chi vuole far credere che bisogna ad ogni costo essere uomini e donne! E tutto il resto? Ecco il bello del termine transgender, i colori racchiusi nella parola, che lascia il maschile e il femminile lontani come due assoluti, ma che nel suo "centro" è piena di colori, i colori di chi, come me, vuole viversi senza un "vero genere"! Mi spiego meglio, non dico di non sentirmi donna, ma non odio il mio corpo, non credo che arriverò mai ad operarmi, perchè la mia vita sarà comunque quella di una donna, e chi ha mai detto che per essere donne(o uomini, ripeto) serva una vagina? Per questo mio pensiero da molt* sarò giudicata come (mi è successo già, una volta quando ne parlavo con una persona) "non sarai mai una vera donna transessuale", ma non mi interessa! So da sola quello che sono, solo che a volte mi da fastidio leggere, sentire, ascoltare, che esista solo un modo per vivere! E no ne esistono tantissimi quanti sono gli individui! E' bella la diversità, quella fisica (e di esempi ne ho mille, se volete), quella mentale, quella culturale, e quella di genere! Ecco perchè sono felice che esista un termine che esprime tutto quello che sento, il distacco dal maschile e femminile classico, e la voglia di trovarmi fra i colori!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2397901355222888859-9200880764194995168?l=rebecca-trespi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/feeds/9200880764194995168/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2397901355222888859&amp;postID=9200880764194995168' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/9200880764194995168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/9200880764194995168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/2008/02/transgender-ma-non-solo.html' title='Transgender ma non solo'/><author><name>Rebecca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02824938902301503371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_LdI0F1N32Fo/R7Mtf7_KIBI/AAAAAAAAAAM/RpBHD1IRSWo/S220/ditavonteese.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_LdI0F1N32Fo/R7M2cr_KIDI/AAAAAAAAAAY/Wo2kFCpMAKo/s72-c/home_s_gb06.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2397901355222888859.post-328849611940517045</id><published>2008-02-13T10:19:00.000-08:00</published><updated>2008-02-13T10:21:25.058-08:00</updated><title type='text'>Burqua</title><content type='html'>Non sopporto il Burqa, imposto alle donne Afghane, da una società maschilista, che si maschera dietro le parole, d'amore e rispetto, di un profeta...Ma non sopporto nemmeno il Burqa meno visibile, ma ugualmente subdolo, che l'uomo occidentale impone alla donna...Un Burqa, senza reti per vedere, che non copre dalla testa ai piedi, ma copre la digità come quello afghano...Il Burqa di chi impone solo un modello di donna, la supe bellona, con seno mozza fiato, misure perfette, non un grammo di cellulite...Un Burqa che mina la sicurezza delle donne, che alla ricerca di un uomo, cadono nello stereotipo...Devi essere BELLA, SNELLA E SODA...Se no chi ti vuole? Chi mi vuole...allora pensa la ragazza di 21 anni che cade nel baratro dell'anoressia perchè il noto stilista oltre la 44, e che orrore già, non veste. Chi mi vuole pensa, la ragazza con la cellulite, e finisce nelle mani del chirurgo/macellaio, che promette miracoli, ma molto spesso non riesce...Chi mi vuole, pensa la ragazza che un po' in carne, inzia una dieta al massacro...Chi non ci vuole non ci merita...Parola di una ragazza Transgender, che si è sentita dire, per il suo fisico, potresti passare forse come travestito, sicuramente come drag queen, ma mai come transessuale...Perchè non sono il classico tipino, piccolino, stile modella di Vogue...Non ho il fianco largo al punto giusto, la vita segnata, le spalle piccole...Giocavo a rugby, ho fatto nuoto per anni, ho le spalle grosse, ossa non certo piccole, anche noi ragazze possiamo "nascere" dotate di uno scheletro non minuscolo...(poi per il rugby è ok essere "grandi")...Sono alta 175, ma vorrei essere molto più alta, invidio le giocatrici di basket, ho una passione per i tattoo, che mi hanno detto fa "troppo camionista"...Vedo il mio corpo come una tela dove dipingere emozioni, sentimenti, sensazioni...Un moderno Picasso, dove far confluire i ricordi dal cervello al corpo...Adoro le pettinature pazze, stile manga giapponese, non potete immaginarvi la gioia di quando un bambino disse:"Mamma guarda un Super Sayan" riferito a me, lasciamo perdere che i Sayan sono maschietti e io no...Non sopporto il capello lungo, che mi finisce sempre sugli occhi, non mi piace la monotonia e la tinta unita, ecco perchè sulla testa ho portato di tutto, dal bianco all'arancio, dal fuscia al viola, passando per il nero, il rosso...Senza mai vie di mezzo...I piccoli fori alle orecchie mi fanno svenire, ma non i piercing...Li vedo come delle aggiunte non come delle orrende mutilazioni...Non sopporto chi, con tono saccente crea equivalenze assurde: TRANSESSUALE=Transizione da Uomo a STRAFIGA...(come direbbe la mia amica), credo invece sia un percorso non solo fisico ma mentale, un percorso che modifica lo spirito e il corpo...Che adegua un sentire all'essere....Ecco quanti Burqa nascosti, quanti mascheramenti, senza rete, quante coperte che portiamo anche noi donne occidentali...Costrette per essere accettate ad essere omologate, rinchiuse in angusti corpi, che ci vanno stretti, coperte dal pregiudizio di chi non vede oltre...Nascoste, non meno delle sorelle Afghane, celate. Derise, uccise, e si pensiamo alle ragazze che per seguire la moda diventano anoressiche, mal viste se diverse...Ecco i Burqa non mi piacciono, nemmeno se firmati da griffe internazionali di moda, non mi piaccione nemmeno se portati dall'attrice cult, dalla diva sexy, dalla femme fatale...Preferisco la rivolta, la rivoluzione, il corpo che si evolve, la vita che non si omogenizza...Amo questo, lo spirito indomito che in un paese dove è costretta decide di rompere lo schema e si svela, butta il Burqa alle ortiche e va fiera in testa al corteo, amo la donna cannone che mangia e si diverte, amo la ragazza che si tinge i capelli di azzurro, la signora di 70 anni che decide di portare le rughe con fiera vanità, amo la "suicide girl" che mette sul suo corpo emozioni sotto forma di tattoo, amo la calciatrice, la nuotatrice, la ginnasta, dal fisico atletico e muscoloso...Non amo il resto...Chi si sottomette a regole già scritte, chi si femminilizza con impianti al silicone (dove non necessari), chi fa del filler la sua strada, del botox il suo dio, chi il Burqa lo mette anche alle figlie perchè è sempre stato così...Sarò certo strana io, stupita dal mondo, incredula di quanta bellezza buttata per diventare "bambole gonfiabili" per desiderosi uomini...Uomini che decidono i modelli, uomini che impongono il loro volere. Volere fatto di stoffa per coprire e mortificare il bel corpo di una donna; volere fatto di anoressia, chirurgia plastica eccessiva, e carni in vendita...Volere di un uomo e non di una donna...Burqa di carne e stoffa, ma sempre Burqa.....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"tratto dal Giardino di Eternia", un blog amico!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2397901355222888859-328849611940517045?l=rebecca-trespi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/feeds/328849611940517045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2397901355222888859&amp;postID=328849611940517045' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/328849611940517045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/328849611940517045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/2008/02/burqua.html' title='Burqua'/><author><name>Rebecca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02824938902301503371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_LdI0F1N32Fo/R7Mtf7_KIBI/AAAAAAAAAAM/RpBHD1IRSWo/S220/ditavonteese.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2397901355222888859.post-316529053827841913</id><published>2008-02-13T10:03:00.000-08:00</published><updated>2008-02-13T10:14:24.542-08:00</updated><title type='text'>Rebecca</title><content type='html'>Sempre difficile presentarsi,  sone Rebecca ho 23 anni e sono una ragazza transgender. Ho sempre saputo di non essere un uomo, fin dai primi anni di vita, sentivo che qualcosa mi separava dai miei compagni, una gabbia che non aveva barriere visibili, ma che io sentivo. Ho vissuto nascosta per molto tempo, mi rifugiavo nei miei sogni, nei sogni di un corpo che con il tempo andava prendendo sempre di più delle fattezze maschili. Non sopportavo la vista della immagine che lo specchio mi dava, non riuscivo a riconoscermi in quello che stavo diventando...Ho avuto molti problemi fin da piccol*, in pochi riuscivano a capire quello strano essere che si presentava con il nome di Marco, ma che poco aveva di maschile, così i miei compagni di scuola iniziarono presto a prendermi di mira, senza scrupoli mi deridevano e mi isolavano...Mi sentivo sola e senza uscita. Credo che sia la sensazione che moltissim* persone transessuali e transgender hanno vissuto sulla loro pelle durante gli anni difficili delle scuole, che coincidono anche con i maggiori cambiamenti fisici. I nostri corpi vanno in una direzione noi in quella opposta...Il tempo passava e io ero sempre sola, ho avuto la fortuna grazie ad un programma tv di conoscere una associazione di persone transessuali e trangender e ho avuto modo di confrontarmi con questa realtà, per me così nuova...Una realtà fatta sì di sofferenze ma anche di grande forza, perchè ci vuole coraggio, e non poco, a sfidare il genere e a liberarsi dalle sue catene. Frequentando gruppi di auto-mutuo-aiuto, ho capito finalmente di non essere sola, di poter contare su una rete di persone pronta a supportarmi e a darmi tutto l'appoggio possibile per liberarmi da quel peso che portavo dentro di me...E iniziando a pormi nuove domande sulla mia identià ho scoperto quello che per tanto tempo ho finto di non vedere, non sono certo un uomo ma non voglio essere certo una donna. Dalla scoperta che un nuovo genere, che si adeguasse a me, un genere che non corrispondesse al maschile/femminile, ma che racchiudesse in se il meglio (o quello che per me è il meglio) dei due generi per crearne uno nuovo. Il mio genere, diverso da quello di ogni altro individuo transessuale/transgender o biologico. Dopo anni passati a chiedermi chi fossi, e cosa fossi, finalmente ho capito quello che voglio essere: Rebecca, libera dalla binarietà del genere, un corpo che può attingere dal maschile quanto dal femminile, senza sentirsi sminuito o diverso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2397901355222888859-316529053827841913?l=rebecca-trespi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/feeds/316529053827841913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2397901355222888859&amp;postID=316529053827841913' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/316529053827841913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2397901355222888859/posts/default/316529053827841913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rebecca-trespi.blogspot.com/2008/02/rebecca.html' title='Rebecca'/><author><name>Rebecca</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02824938902301503371</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_LdI0F1N32Fo/R7Mtf7_KIBI/AAAAAAAAAAM/RpBHD1IRSWo/S220/ditavonteese.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
