costa & nolan
presenta:


Autore: Monica Romano
Titolo: Diurna. La transessualità come oggetto di discriminazione
Prefazione: Diana Nardacchione
Postfazione: Helena Velena
Pagine: 160
Collana: Nuovi ritmi
Chi sono le persone transessuali? Quale significato e valenza dobbiamo attribuire al termine "transgender"?
Il libro di Monica Romano dà una risposta ampia ed esaustiva a questi quesiti da sempre circondati da un alone di ignoranza e pregiudizio, fornendo un punto di vista "insider" sulla tematica: quello di una persona trans.
Si analizza in particolar modo la situazione italiana, rivelando le dinamiche di discriminazione, delegittimazione ed oppressione esercitate nei confronti delle persone trans in ambito sociale e culturale, sulla base di una concezione binaria dei generi, elevata a dogma dal "benpensante" mondo contemporaneo occidentale.
"Diurna" è il primo saggio italiano che approfondisce la problematica della discriminazione nel mondo del lavoro delle persone trans attraverso interviste, testimonianze dirette e racconti di vita.
Non manca infine un approfondimento della letteratura storico-antropologica su transessualità ed identità transgender, testimone della presenza delle stesse in epoche e luoghi diversi dalla società occidentale contemporanea.
"Ho trascorso buona parte dell’infanzia e dell’adolescenza a pormi domande. Quando sei bambino non hai bisogno di definirti, semplicemente “sei”. E non cogli l’imbarazzo delle persone che hai attorno.
Poi arriva il giorno in cui qualcuno cerca di convicerti che qualcosa in te non va. Che non puoi muoverti in quel modo, parlare come parli, giocare a quei giochi.
La mia identità di genere era visibile e percepita dagli altri. Gestualità, voce, sguardo, mi rivelavano.
Crescendo, realizzi che ci sono i ragazzi, le ragazze, e tu.
Quando vedi i tuoi compagni ridere e scherzare non con te, ma di te, vivendo quotidianamente il dileggio, gli insulti, le botte, inizi a porti domande.
Nelle risposte può stare il senso di una vita"
Per ordini, acquisti e presentazioni: Costa & Nolan edizioni - 02 29402156 - info@costaenolan.it
mercoledì 18 giugno 2008
Un piccolo consiglio...Un libro UNICO
Pubblicato da Rebecca a 11:45 0 commenti
domenica 8 giugno 2008
Memoria, Comunità, Identità.
Memoria, Comunità, Identità... Tre parole che dovrebbero far riflettere la comunità LGBTQ Italiana. Parole che dovrebbero trovare il loro spazio e la loro importanza.
Memoria: ricordarsi sempre, comunque, e tutt* il perchè esiste un movimento LGBTQ. Un movimento che ancora oggi in Italia, è ''sfrangiato'' pieno di divisioni anche all'interno delle associazioni stesse. La memoria del perchè il Pride è importante, un momento di aggregazione fra diverse ''identità''. Il Pride che ''discende'' dai moti di Stonewall del 27/06/1969 quando davanti ad un locale (Stonewall Inn) un gruppo di persone, fra cui Silvya Riveira, decisero che era giunto il momento di non lasciarsi più ''calpestare' dalla polizia e per la prima volta davvero si unirono per combattere. In quel momento, davanti allo Stonewall Inn si creò il primo vero autentico ''movimento'' di rivolta, il Pride dovrebbe ricordare quel giorno, la storica rivolta delle persone LGBTQ di New York. Ma oggi, si perde il vero significato, l'essenza del Pride è troppe volte usata come ''macchietta'' dai mass media, che strumentalizzano le immagini e il significato autentico della manifestazione per dare una notizia colorita alle famiglie del mulino bianco italiane. Noi delle associazioni LGBTQ Italiane però, dovremmo riuscire a far si che passi il vero messaggio di ribellione e voglia di diritti, troppo spesso negati, difficile però se anche fra di noi si fanno giochi di potere. Sarebbe auspicabile, riuscire a ''distruggere'' le barriere che ci separano per creare davvero una solida comunità.
Comunità: non solo tante comunità, ARCILESBICA, ARCIGAY, TRANSGENDER, ECC...Ma una comunità davvero LGBTQ, anzi un'unica comunità che sia la molla per la messa in cantiere dei nostri diritti. Non disuniti, non gridando rivendicazioni differenti e non comuni, ma cercano il terreno comune dei diritti. Un terreno che certo non ci accomuna, perchè se le persone Gay e Lesbiche rivendicano la possibilità al ''matrimonio'', noi persone Transessuali/Transgender chiediamo a gran voce che sia possibile cambiare i documenti senza interventi demolitivi e spesso non voluti, che ci sia data la possibilità di iniziare il percorso di transizione (Autodeterminazione) senza che psicologi/psichiatri decidano delle nostre vite; come si vede ci sono istanze diverse ma comune è il senso di ''emarginazione'', quasi fossimi italiani di serie D. Isolati in piccole ''comunità'' come possiamo pretendere di cambiare le cose? Solo unendo le grandi forze del movimento LGBTQ possiamo fare la differenza.
Identità: non solo di genere... La nostra identità come individui, iniziare a porsi domande su chi si è, sul perchè è importante dare vita ad un ''nuovo movimento''. E' ora che non solo le persone Transessuali/Transgender si pongano domande, ma che anche l'altra componente del movimento inizi a chiedersi quali sono le prospettive future, ci deve essere la voglia di scoprirsi, di trovarsi sul terreno comune. Ma senza una ricerca delle nostre radici comuni, come possiamo pensare che esisterà davvero un movimento coeso? Troppe differenze, separazioni, punti di vista (io direi di svista) ci portano lontano dai nostri obbiettivi, e danno forza a chi vuole ''sotterrarci''.
Quindi una nuova visione della comunità, la voglia di partire di nuovo insieme, e non divisi, la forza che deriva dalla coesione e non la dispersione delle energie. Superare le diverse visioni e le separazioni del movimento LGBTQ non è certo cosa semplice ma se vogliamo che questa Italia, non sia più sotto il pungo di ferro della chiesa e delle istituzioni che ci negano ogni basilare diritto, dobbiamo certamente trovare la forza per divenire un ''gruppo'', pieno di differenze ma unito.
E poi non siamo proprio noi a dire che le differenze ci arricchiscono?
Rebecca
Pubblicato da Rebecca a 05:49 0 commenti
mercoledì 28 maggio 2008
Violenza
Periferia romana, immagini di ''caccia'' alla transessuale, trasmesse sul TG1. Uno spettacolo indegno trasmesso in prima serata, uno squarcio di civiltà. La civiltà che ci circonda, e lo schifo non può che assalirci. Lo schifo per la ''caccia'', per la voglia di catturare le ragazze transessuali che si prostituiscono vicino casa. I bravi cittadini stanchi ormai della transumanza umana di clienti, hanno deciso di ornagnizzarsi, per farsi giustizia da soli. Incuranti della dignità delle donne T* in questione, che gridavano "non siamo bestie...", si poteva sentire chiaramente la paura nelle loro voci. Ma i bravi cittadini impassibili con l'avvallo delle forze dell'ordino hanno continuato a gridare, ad umiliare le ragazze. Nessuno ha mosso un dito in aiuto delle prostitute T*, anzi, oltre la caccia altro sport divertente è stato sbraitare il proprio odio verso quei ''mostri'' che di notte mettono in vendita i loro corpi, corpi così diversi dalla maggior parte della gente, corpi rincorsi, sognati, cercati e finalmente trovati. Ma a nessuno interessa, i bravi padri di famiglia riuniti con moglie e parentado vario, volevano solo cacciare le ''bestie''. A chi interessa se poi loro sono i primi clienti delle prostitute T*, a chi importa se la notte in un altro quartiere, lontano da casa, ricercano quelle donne che oggi hanno umiliato...A nessuno. O forse a pochi, a quei pochi che guardando il TG1, hanno pensato alla dignità delle ragazze in questione, alla loro paura, e alla follia del mondo. Io, personalmente, ho sentito un grande dolore dentro di me, una grandissima sofferenza, una voglia di ribellione...Spero anche voi...Rebecca
Pubblicato da Rebecca a 08:23 0 commenti
martedì 20 maggio 2008
Altrove succede che genitori di persone T* si pongano domande sull'identà di genere dei loro figli, e magari, senza uccidere o allontanare questi bambini, iniziano a fare dei piccoli passi verso la loro realizzazione come individui, nel genere di elezione. Succede che questi piccoli crescano nel loro VERO genere, non in quello biologico, senza nessun problema. Succede che questi individui T* possano avere un infazia il più felice possibile, senza doversi sentire ogni giorno sbagliati, e crescendo possono decidere quale sarà il loro corpo, il loro sesso. Succede non è un sogno....
Pubblicato da Rebecca a 13:52 0 commenti
domenica 13 aprile 2008
Donne e Donne T*
Siamo donne oltre le gambe c'è di più...Cantavano le mitiche Jo Squillo & Sabrina Salerno. Cosa ci azzeccano Sabrina e Jo con il titolo donne e donne T*? Noi donne transessuali e transgenere potremmo aggiungere Siamo donne ma con una marcia in più. Donne quindi, non fenomeni da baraccone, non creature della notte, amanti del "famolo" strano, ecc...Donne con una dignità, con la voglia di crescere e di evolverci. Ma spesso gli uomini, sopratutto biologici, ci vedono di più: più femmine, più tigrone, più...Ma più cosa? Qui si cade nello stereotipo, nella voglia di incasellarci ancora, nel farci rientrare nel recinto. Anche chi come noi dal recinto è fuggito. Io come molte ragazze T* non voglio che ancora una volta una casella, quella del genere femminile, mi detti le sue regole. Regole che per noi, spesso diventano troppo difficili, perchè per piacere devi essere omologata. Non puoi interessare per quello che sei, ma per come appare il tuo corpo...E io non ci sto, il mio corpo deve esprimere la mia armonia, non deve accendere(solo) la passione di qualcuno, non voglio essere un oggetto ma una DONNA T*. Non sopporto la ricerca di modelli biologici, non possiamo creare il nostro canone? Un canone che comprenda tutte le sfumature? Un canone lontano dal biologico per essere bello e "accettabile"? il canone T*, che lasci lo spazio a tutte le forme, a chi è alta, a chi ha il piede grosso, ecc...? Troppo difficile? Vogliamo che ci "accettino" e ci amino solo se...? E no, ragazze, ribelliamoci pretendiamo il rispetto, e prendiamoci il nostro corpo, che ancora una volta dovrebbe essere mortificato, in cambio di amore(lavoro, accettazione, ecc...). Dimentichiamo il biologico è bello, anzi, pretendiamo il trans è bello, diamo una scossa alle fondamenta della bellezza imposta. Riprendiamo in mano il nostro corpo, le nostre forme, la nostra vita insomma...Chi vuole essere come una biologica? Le donne T*, sono bellissime, alte, lontane dalla massa, delle nuove dee...Decidiamo noi come essere, non lasciamo che altri lo dicano...
Pubblicato da Rebecca a 04:54 2 commenti
domenica 16 marzo 2008
Famiglia e...
Difficile il rapporto fra famiglia, e transessualità/transgenderismo. Quant* di noi si sono visti sbattere la porta in faccia da genitori troppo preoccupati dell'apparenza e poco dell'amore per quei figli considerati dalla società "rifiuti"? Nel mio percorso, se pur piccolo, di "militanza" in Agedo (Associazione di Genitori parenti ed amici Di persone Omosessuali) ho avuto la fortuna di conoscere famiglie "diverse". Capaci di amare (perchè è vero le difficoltà che si incontrano durante il percorso di transizione sono notevoli, ma anche essere Gay o Lesbica in Italia non è semplice...), queste persone mi hanno ( visto che vicina a me c'è sempre la mia famiglia, che mi ama e mi sostiene, salvo rari momenti di smarrimento) aiutato a capire meglio una differenza sostanziale, fra AMORE senza compromessi e "ACCETTAZIONE".
Dal dizionario Italiano:
Accettazione
- accettazióne s.f.
1 sf l'accettare.
2 sf ufficio o sala in cui si accettano domande, si assume personale, si ricevono ammalati.
3 sf {diritto} l'atto del prestare il proprio consenso a determinati rapporti obbligazionari.
- amóre s.m.
1 sm sentimento di affetto vivo, trasporto dell'animo verso una persona o una cosa.
Pubblicato da Rebecca a 05:11 0 commenti







